Da torre di vedetta della Repubblica Fiorentina al castello che oggi si può prenotare.
Un castello non è soltanto le sue mura. Sono le famiglie che ci hanno vissuto, le guerre che ha guardato da lontano, e il lento ingentilirsi di una fortezza in una casa.
Il primo documento che nomina il castello risale al 1252. Nasce come una delle torri di vedetta della Repubblica Fiorentina, eretta a difesa del contado lungo la linea dove Firenze e Siena si fronteggiavano.
Il Mastio è ancora com'era stato pensato: mura spesse, poche aperture, uno sguardo che arriva lontano. Tutto il resto — giardini, logge, saloni — è venuto dopo, quando non c'era più bisogno di sorvegliare l'orizzonte.
Nei secoli il castello passa a nobili famiglie fiorentine e si ingentilisce fino a diventare dimora di campagna: prima i Canigiani, poi i Miniati di Dino, che nel XVII secolo trasformano la roccaforte in dimora signorile.
Da loro discendono i Goretti Miniati, e infine i Lapi di Firenze — discendenti del grande architetto rinascimentale Filippo Brunelleschi di ser Brunellesco Lapi, di cui il castello porta oggi il nome.
Una sola famiglia custodisce questo luogo dal 1623. È il motivo per cui, qui, l'accoglienza non sembra una messa in scena.
Le mura fortificate e i giardini secolari. La cappella con i dipinti murali neo-gotici. Le sale con gli arredi originari, i ritratti degli antenati, gli alberi genealogici dipinti sulle pareti della Sala d'Armi. Nulla è stato ricostruito per sembrare antico: semplicemente, non ha mai smesso di essere abitato.
Castello Lapi è membro ADSI, l'Associazione Dimore Storiche Italiane.
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